Pubblicato in: Pensieri e parole

Opinionisti o giornalisti? Sono cose differenti!

In Italia da tempo viene portato avanti un dibattito che riguarda il giornalismo o meglio quello che mi sento di definire il cosiddetto “giornalismo di opinione”: che cosa significa questo?

Alcune importanti testate Italiane

Il giornalismo in Italia, salvo pochi nomi, è sempre meno credibile: i giornali stanno crollando a picco, non vendono più e le persone tendono anche a guardare sempre meno il telegiornale. Con l’avvento di internet le persone comprano sempre meno giornali cartacei e guardano sempre meno il TG perché tramite lo smartphone il computer o il tablet hanno le notizie in tempo reale sempre disponibili da tutto il mondo.

Inoltre il giornalismo italiano si macchia da diverso tempo di un problema molto grave, cioè i giornalisti fanno sempre meno i giornalisti, coloro cioè che scoprono e raccontano le notizie, e sempre più gli opinionisti, sia politici che culturali: questo sta a significare che non riportano i fatti, ma molto spesso inventano anche delle notizie di sana pianta pur di far trapelare quali sono le loro opinioni e simpatie politiche, quindi se c’è qualcuno (che sia un partito, movimento o personaggio) che non gli va a genio inventano notizie per screditarlo o travisano volutamente un fatto realmente accaduto per far passare la loro opinione sui fatti come verità e danneggiare la controparte.

L’avvento di Internet ha permesso a tutte le persone che lo desiderano di poter esprimere liberamente le proprie opinioni soprattutto grazie a Facebook e grazie ai blog come questo dove io riporto i miei pensieri, ma io non sono una giornalista. Chi capita sul mio blog già dal titolo sa che io ho determinate idee e viene a leggerlo PROPRIO per questo.

Su Internet si trovano degli opinion leaders, come ad esempio Selvaggia Lucarelli, che non ha il tesserino da giornalista, ma esprime liberamente le sue idee sulla gente e gli avvenimenti quotidiani,  riscuotendo grande seguito: chi la legge lo fa proprio perché vuole leggere le idee della Lucarelli, non un racconto imparziale.

Quando una persona si rivolge ad un giornale o guarda il telegiornale al contrario non vuole ascoltare le opinioni del giornalista, altrimenti leggerebbe i blog su internet o i post di Facebook, ma vuole essere informato sui fatti così come si sono svolti, oggettivamente: le opinioni se le fa poi da sola. Invece TG e giornali sono sempre più mezzi di propaganda politica, e tutto ciò alla gente mediamente istruita ed informata dá profondamente fastidio, perché nessuno vuole che gli si inculchi ciò che deve pensare e sentirsi leso nella propria intelligenza.

Una cosa poi veramente terribile sono i famosi talk show cioè quei pollai (perché non mi viene una parola migliore per definirli) dove ci si urla contro e c’è un conduttore che si spaccia per giornalista, ma in realtà si comporta come un semplice presentatore, che incalza quelli che gli stanno antipatici con 1000 domande anche assurde o palesemente in mala fede, senza dargli tempo di rispondere o parlandogli sopra, cercando di metterli in difficoltà o fargli perdere la pazienza o almeno il filo del discorso, mentre a tutti quelli che sono della sua stessa parte politica non fa domande sgradite o comunque li lascia dire tutto quello che vogliono, anche se notoriamente falso e demagogico, senza contraddittorio.

È vero che gran parte degli italiani sono ancora magari culturalmente arretrati non usano bene Internet e quant’altro, ma se un blog è seguito da qualche migliaio di persone, un talk show per quanto poco visto arriva quasi al milione di spettatori, inoltre ripetendo che da un giornalista ci si aspetta un’informazione seria e veritiera, i danni che può fare con l’opinionismo sono palesi.

Ci sono poi delle penne importanti, come Marco Travaglio, Luisella Costamagna e Franco Bechis, che riescono a coniugare giornalismo ed opinione perché sono molto bravi ed imparziali e riportano i fatti oggettivi riuscendo anche a dare una loro visione dello stato sociale, ma per l’appunto sono pochi i giornalisti che hanno questa capacità di essere al di sopra delle parti, tanto che a volte possono risultare anche antipatici perché hanno delle idee di società molto chiare e non fanno sconti a nessuna parte politica.  Molti nel cercare di imitarli in realtà li scimmiottano malamente, perché non hanno capito che loro sono persone con degli ideali che raccontano i fatti ponendoli poi a raffronto del loro ideale, non dei lecchini che pendono criticamente o per convenienza da una sola parte.

Questo mi fa venire in mente la battuta che sia io che diversi 5 stelle facciamo spesso quando veniamo definiti “grillini”: non siamo noi a pensarla come Grillo, è lui che ha consentito di unire nel Movimento tutti quelli che la pensano come noi.

E badate bene che la differenza tra le due cose è la stessa che passa dal fare opinione a essere giornalista.

 

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