Pubblicato in: Movimento 5 Stelle

La smania di potere genera mostri

Io ho da sempre lo spirito della gregaria. Mi piace lavorare dietro le quinte e fare squadra, contribuire restando un pò nell’ombra. Quando devo apparire faccio appello a tutte le mie forze, sia emotive che mentali, per cercare di limitare il disagio, in quanto non sono una Primadonna e stare costantemente sotto l’occhio del riflettore non fa per me. Lo accetto per spirito di squadra e solo se è proprio necessario.

Senza contare che sono una persona molto critica, spontanea e non politicamente corretta, ho uno spirito un pò rivoluzionario, e tutto ciò può facilmente essere strumentalizzabile se stessi in prima linea (ci hanno già provato). Le seconde file mi danno un ampio margine di libertà e di manovra a cui non potrei mai rinunciare. Inoltre sono ormai abbastanza grande e matura per sapere benissimo che non tutti hanno le capacità per stare “sul palco”, e non tutti sono dei leader, anche se a molti piace pensare di esserlo. Ma essere leader espone anche a saper prendere gli spari e rispondere al fuoco con luciditá e freddezza, dote che hanno in pochi.

Proprio per questo rimango molto delusa dalle polemiche che qualcuno sta montando sulla candidatura a Premier del M5S di Luigi Di Maio.

Luigi è riconosciuto da una larga parte della base del Movimento (in democrazia vince la maggioranza) come il leader naturale del gruppo, e quindi essendo candidato praticamente vox populi al ruolo di Premier, diamo un pò tutti per scontato che vincerà lui.

Una semplice immagine di Alessandro Ferrari che illustra in breve le differenze tra un capo ed un leader.

Io personalmente non ho mai nascosto che se si candidasse voterei un’altra persona, di certo non perché non apprezzi Luigi, semplicemente perché per me è troppo pacato per essere un vero leader: per me la stoffa del vero leader ce l’hanno persone come Di Battista, Toninelli o Lezzi. Nonostante ciò, se come è facile auspicare vincerà Luigi, gli auguro tutto il bene del mondo, di essere un ottimo leader e ottenere i migliori risultati, visto che Beppe ha anche deciso di cedere un pò il passo nei confronti del vincitore/vincitrice, che si ritroverà così ad avere non poche responsabilità.

Responsabilità che un giovane uomo di 30 anni alla sua prima esperienza ha necessariamente bisogno di condividere con una squadra forte, di cui possa fidarsi senza dubbio alcuno, e non di un branco di galline che si beccano tra loro per fregargli il posto: ognuno in un gruppo solido ha il suo ruolo, e per esperienza diretta vi posso dire che non è minimamente vero che chi sta dietro sia meno considerato o importante di chi ci mette la faccia.

Quindi, se davvero vogliamo cambiare questo Paese in meglio, ognuno ai suoi posti a fare il proprio dovere, ed un immenso in bocca al lupo a chi vincerà le primarie online. E ricordiamoci sempre che per prima cosa viene l’obiettivo che vogliamo raggiungere, poi c’è  il programma, poi c’è tutto il resto.

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