Pubblicato in: Movimento 5 Stelle, Pensieri e parole

Si chiude una porta, cosa si aprirà?

Non ho voluto commentare.

Il dolore,  la rabbia, la delusione di queste settimane sono state così intense da preferire qualche sporadica battuta su facebook piuttosto che esprimere qui tutto ciò che ho dentro. Offenderei certamente qualcuno.

Per questo, da oggi aggiornerò il blog parlando delle mie altre passioni e avventure, la politica mi ha davvero delusa. La maggioranza delle persone che fanno politica mi ha delusa. Il blog ovviamente non cambierà nome, perché nel mio cuore resterò sempre pentastellata, e questo è sempre il mio diario online.

Con oggi chiudo la parentesi politica affidandomi ad un bellissimo editoriale della giornalista senese Raffaella Zelia Ruscitto, direttrice de Il Cittadino Online, che esprime totalmente i miei stessi pensieri, ma in una forma molto più educata, distaccata ed elegante di quanto io potrei mai fare.

http://www.ilcittadinoonline.it/editoriali/cosa-bolle-nel-pentolone-della-campagna-elettorale/

 

Per quanto riguarda me, ho solo una parola per sintetizzare tutto ciò che provo: vaffanculo. E vi ho trattato bene.

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Avremmo dovuto fare la rivoluzione (e sticazzi non ce li metti?)

Truffa sulle restituzioni al fondo per le PMI.

Cari e care Portavoce del M5S..cinque anni in cui io e altri milioni di Italiani ci siamo fidati di voi e questo è il vostro modo di ripagare la fiducia e la stima che avete ricevuto?

A questo punto io pretendo di sapere per filo e per segno non solo nomi e cognomi di tutti/e coloro che non hanno versato questi soldi mancanti (si mormora oltre il milione di euro), ma voglio vedere chi di voi adesso ha il coraggio di ammettere “sono anch’io un furbetto/una furbetta dei rimborsi e non merito non solo la rielezione, ma sono indegno della stima dei cittadini, che sto prendendo per il culo da mesi o anni”. 

Perché ora sta scoppiando anche il (giusto) caso dei rimborsi gonfiati… mica è finita…

Sarò diretta e molto franca. La grande colpa di questa situazione la attribuisco per primi a Grillo, a cui pur voglio bene e che stimo, e ai Casaleggio. Non hanno mai avuto la volontà di creare un gruppo Parlamentare valido e coeso e di lasciar emergere le reali attitudini e capacità dei singoli. Vi hanno fin dal primo giorno considerati un gruppo  di “raccattati”, di poveri disgraziati miracolati il cui unico scopo doveva essere quello di obbedire e “realizzare il programma”, riconoscenti per la botta di culo ricevuta. Vi hanno separati, messi gli uni contro gli altri, minacciati, hanno fatto in modo che si creassero i cerchi magici e le seconde e terze file. Divide et impera. Tutto cio’ solo perché non avendo la minima idea di come si crea e gestisce un gruppo, hanno pensato che la sottomissione e la paura potessero essere un buon modo per farvi ubbidire, e figurarsi se con la loro ignoranza (intesa come non competenza) in materia ed il loro ego avrebbero mai potuto accettare qualcuno che capisse più di loro e li spingesse a farsi da parte: basta guardare l’orrenda selezione delle recenti Parlamentarie per capire il livello richiesto ai soldatini.

E come se non bastasse, con l’entrata in scena dei massoni, siamo ai livelli patetici di “chiederemo i danni a chi ha mentito”. Io invece i danni li chiedo a voi che avete fatto le selezioni, pensa un pò! Per me la colpa è vostra, che avete voluto imporre la vostra volontà senza ascoltare i territori e adesso dovete pagare e assumervi la responsabilità dei vostri errori. Perché mica sono finiti! Vedrete se si vince (io sono uscita dall’Associazione di Casaleggio, ma mi sento totalmente del Movimento 5 Stelle, ci tengo a precisarlo! Non riconosco piu’ questo attuale come M5S) le altre cose che verranno fuori, cose di cui anche noi senesi vi abbiamo LARGAMENTE avvertito. Poi vi sputtano, vi avverto, vi butto il sale sulle ferite,altro che “io ve lo avevo detto!”. Non tollero chi senza alcun merito mi vuole mettere i piedi in testa e capendo la metà di me e senza alcun titolo vuole darmi ordini. Figuriamoci miei dipendenti che vogliono impormi la linea e si permettono pure di “minacciare ritorsioni” se non ci si attiene a cio’ che vogliono. Cascate male.

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Ora, io (non) capisco la smania di andare al Governo a tutti i costi e dare via il culo pensando che svendersi a destra e sinistra possa far vincere le elezioni:

Capisco che alcuni hanno la spina dorsale di un lombrico e devono compiacere sempre qualche “capo” perché la testa che hanno gli serve solo a separare le orecchie. Non accetto che queste persone siano tra i parlamentari della mia forza politica, ma comprendo che queste persone esistono e fanno danno:

(Non) Capisco che si siano creati “cerchi magici” per cui la base non conta più nulla e contano solo quelli vicini ai vertici:

Ma con parole semplici, chiare, elementari, mi sapete spiegare COSA CAZZO STATE FACENDO e quante altre porcherie ci dobbiamo aspettare tra donazioni fasulle, rimborsi gonfiati, consiglieri regionali che si credono capibastone, parlamentari supponenti da schiaffi a due a due finché non diventano dispari, Casaleggio che comanda e impone la sua comunicazione (orrenda) senza titolo e prende pure in giro con “io sono un semplice volontario”, candidature imposte e pilotate di cui ORA non volete assumervi responsabilità etc….etc…?

Il servizio delle Iene e’ di domenica, ad oggi, mentre sto scrivendo, siamo già a otto casi ammessi ed accertati di “furbetti del bonifico”, e con le indagini in corso la cifra sta esponenzialmente salendo, ed il conseguente vostro numero di coinvolti. Cose brutte. Si parla addirittura di 14 persone. Voglio essere chiara: per me un bravo/una brava Parlamentare può intascarsi anche 15000 euro puliti ogni mese se lavora per il bene del Paese. Mi va benissimo ed infatti ad alcuni di voi li darei senza indugio.

Ma mentire no. Essere senza palle e senza dignità no. Non lo accetto. Se non avete carattere per creare un gruppo Parlamentare valido e solido, se avete bisogno di un capo che vi dia ordini, dimettetevi. Andate alla Corte d’Appello e ritirate la candidatura, perché non siete degni/degne di essere Parlamentari della Repubblica.

Il Movimento 5 Stelle e’ nato con grandi ideali e molti/molte di voi lo stanno mandando in vacca. Se volevamo votare il Pd o Forza Italia ci sono già gli originali, non serve il clone. Grazie.

Ps. In Toscana si attendono con ansia i dettagli delle rendicontazioni dei Consiglieri Regionali. Luigi, ci pensi tu?

...to be continued...

 

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Avremmo dovuto fare la rivoluzione. (Parte prima).

Oggi, politicamente parlando, è una delle giornate piu’ tristi e dolorose della mia vita.

Oggi sono formalmente uscita dal mio gruppo locale, ho lasciato la piattaforma Rousseau e presentato le dimissioni da Organizer del Meetup, uscendo di fatto dall’Associazione M5S.

Tutto questo perché non mi riconosco più nelle strategie e nella visione politica che i vertici Nazionali hanno realizzato pur di andare “a tutti i costi” al governo e non mi riconosco più neanche nel mio gruppo locale, che ha deciso di accettare questa deriva.

Per prima cosa, il passaggio in fretta e furia all’Associazione.

Poi già con le Parlamentarie qualcosa non aveva funzionato, ma non era la prima volta che la piattaforma presentasse problemi. E’ autofinanziata e ci lavorano tre o quattro persone, ci sta che non sia il top. Non va proprio bene, ma non è neanche una catastrofe, col tempo migliorerà. I problemi seri hanno cominciato a delinearsi con la mancata presenza in lista di molte persone, seppur in regola con i documenti e la presentazione della candidatura: nonostante si votasse online e quindi non ci fosse nessun bisogno di troppe scremature preventive, molti sono stati “epurati” senza una spiegazione, anzi, forse era meglio del tutto “senza” perché le motivazioni ufficiali sono state offensive e puerili, tanto che qualcuno, risentito, ha sporto denuncia per diffamazione. Poi e’ arrivato il peggio, almeno qui in Toscana dove vivo io. Mi auguro che nel resto d’Italia non sia così e le cose vadano meglio, e si tratti di poche mele marce. Ma non c’è stata ad oggi nessuna riposta da Roma, quindi purtroppo temo che la cosa sia diffusa e avallata.

Il peggio si è manifestato nel non avere in tempi ragionevoli i voti delle Parlamentarie e nello scoprire che le liste erano state fatte da dei “referenti regionali” che hanno fatto in modo di eliminare gli attivisti poco graditi e mettere i propri fedelissimi. Chi ci da’ quindi la certezza che i voti siano veri?

Il peggio del peggio è arrivato con gli uninominali, imposti dai vertici senza nessuna discussione con la base e soprattutto rappresentati da persone provenienti da altri partiti, che nulla hanno a che fare con noi e le nostre battaglie, che ci sono stati venduti come personaggi “supercompetenti” e necessari. In poche parole hanno dato a tutti noi attivisti dei cretini, i competenti vanno tutti presi dagli altri partiti (in cambio di cosa? Non è dato saperlo) e soprattutto decidono i vertici e voi dovete obbedire e farvelo andare bene. Come in effetti fanno negli altri partiti.

Peccato che noi eravamo il Movimento 5 Stelle, e “gli altri partiti” avremmo dovuto combatterli e migliorarli. Invece siamo diventati peggio di loro.

I Parlamentari, nati come portavoce, si sono trasformati o in piccoli capetti locali che si sentono forti di poter anche minacciare gli attivisti di ritorsioni se non “obbediscono”, o in soldatini docili ed ubbidienti che pensano solo alla rielezione e accettano in silenzio qualsiasi deriva venga propinata dai vertici. Si sono creati cerchi magici, lotte per la visibilità ed un briciolo di potere, delazioni per far fuori gli avversari “scomodi”, persone a cui anche le peggiori scorrettezze sono concesse perché “amiche di” e semplici attivisti segati perché “non amici di”…tutto ciò che non avremmo mai dovuto essere.

I territori, che avrebbero dovuto essere il cuore pulsante del Movimento, non vengono neanche più interpellati, le decisioni vengono calate dall’alto e non vanno discusse. Bisogna andare al Governo, quindi tutti piccoli soldati e guai a dissentire.

Non so cosa sia questa cosa, ma di una cosa sono certa: non è il Movimento 5 Stelle, ed io non ne faccio più parte.

 

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La politica ai tempi di Internet.

Innanzitutto comincio con un saluto a tutti voi amici ed amiche che seguite il mio blog, e vi faccio i migliori auguri di uno splendido 2018!

Si dice sempre che ogni anno nuovo porti delle rivoluzioni, ed anche nel mio caso è così! Ad esempio un’importante decisione che ho ratificato proprio oggi la troverete in fondo a questo post…se poi siete miei amici su Facebook e mi seguite già da un po’ di tempo sapete bene a cosa mi riferisco! 😆

Ma bando alle ciance, veniamo all’argomento del post di oggi! Argomento di oggi che è… l’uso di internet in politica.

Anche chi segue marginalmente il MoVimento 5 Stelle o non ne è molto addentro sa perfettamente che il MoVimento basa la sua azione politica sui social network e la rete.

Il grande problema dei vecchi partiti e dei giornali, che li sta portando a scomparire si manifesta proprio nella loro (non) concezione di Internet. Prendiamo ad esempio degli esponenti di spicco anche del PD o FI, per quanto giovani -in quanto l’età media é intorno ai 40 anni- non hanno assolutamente capito come si usa Internet e non sapendolo usare, non conoscendone gli strumenti, non sono nemmeno in grado di avere un’attività politica valida ed incisiva. Questa è una cosa che va tenuta molto in considerazione perché se un quarantenne nel 2018 non sa usare internet per la sua attività principale probabilmente vive letteralmente fuori dal mondo e nel mondo che cambia, che corre, che diventa di mese in mese (non di anno in anno, ma di mese in mese) sempre più tecnologico come si fa a governare un Paese stando fuori dal mondo della realtà che ti gira intorno? Come si fa a non rendersi conto di come funziona Internet, della mobilità elettrica e delle nuove sfide della robotica che stanno arrivando a grandi passi? Chi non riesce a tenere il passo con l’innovazione tecnologica non può guidare un Paese perché l’innovazione tecnologica ci guiderà! Tra un po’ sarà lei a guidare noi e chi non si fa trovare pronto per tempo non è in grado di prendere decisioni per una Nazione intera.

Una cosa che ad oggi, 1° gennaio 2018 mi lascia veramente basita -e il termine basita é il primo che mi viene in mente- è che gli esponenti del PD, di Forza Italia per quanto giovani non hanno idea di come si faccia una ricerca immagine su Google, sono ancora fermi alle vecchie modalità di partito in cui io diffamo una persona o lancio un pettegolezzo, lancio uno strale e ci vogliono settimane o mesi perché questa notizia possa essere smentita, se mai possa esserlo. Intanto ho creato il danno al mio avversario.

La cosa grave (per loro) è che loro utilizzano ad esempio Facebook con questa vecchia mentalità e non si rendono conto che il danno lo creano a se stessi.

Prendiamo il caso di Roma, caso emblematico: le foto dell’immondizia che invadono le strade di Roma, con cui esponenti dei vecchi partiti fanno post contro l’operato della Sindaco Raggi.  Bastano pochi centesimi di secondo con una ricerca su Google immagini per scoprire che sono immagini del 2011 o del 2014 quando la città era guidata proprio dalle loro forze politiche. Questo espone a delle figure di palta veramente clamorose, perché milioni di Italiani che sanno usare Facebook ti sputtanano (usando un termine molto colloquiale) in pochi secondi, senza contare il fatto che indebolire la propria credibilità con questi post indebolisce tutta la propria attività politica perché non si è più credibili in nulla.

Prendiamo ad esempio Renzi. Se andiamo a cercare le bugie che ha detto da candidato, nei suoi anni di Governo e anche ora che non è più a Palazzo Chigi ne troviamo a centinaia.

Il video di Franco Bechis spiega perfettamente cosa succede ad un leader politico che NON sa usare Internet. È ormai un cult.

Ma le fake news del MoVimento 5 Stelle…quali sarebbero? Renzi si riempie sempre la bocca con questo fatto che il MoVimento “é il movimento delle fake news”, ma quando andiamo a volerle analizzare, queste fake news, queste “notizie false” quali sono? Renzi non lo spiega mai, parla per slogan.

Vengono citate le scie chimiche, ma le scie chimiche le ha portate in Parlamento il PD con diverse interrogazioni parlamentari, non le ha portate in Parlamento il MoVimento 5 Stelle. Oppure il fatto che Beppe Grillo nei suoi spettacoli parli della biowashball: la biowashball esiste, è un oggetto reale che esiste veramente. Magari non lava bene come un detersivo chimico, però esiste, non è una “fake piece of news”. Stessa cosa fecero sempre con Grillo ai tempi in cui parlava delle stampanti 3D, tutti a prenderlo in giro a ridicolizzarlo “Come si fa a stampare una casa! Le solite sciocchezze per creduloni!” invece erano tutte cose vere che lui aveva visto nei suoi viaggi all’estero e ad oggi ci si fanno addirittura le protesi umane e le componenti degli aerei. In Italia, come al solito siamo indietro di decenni.

Peggio che mai quando la stampa si comporta come un vecchio partito politico. L’ultima figuraccia fatta è stata quella riferita a Luigi Di Maio quando pochi giorni fa ha parlato di un software che IBM sta studiando che riesce ad analizzare tutte le leggi emesse dal Parlamento Italiano ed eliminare i vari doppioni e quelle che sono in conflitto tra loro. Questo software riesce a fare in poche ore un lavoro che a degli esseri umani richiederebbe circa 10 anni di lavoro ed in maniera molto più precisa ed efficace, snellendo in maniera incredibile l’apparato burocratico ed eliminando molti conflitti e cavilli. Di Maio ha proposto di utilizzarlo se il M5S andrà al Governo, trovando grande consenso nell’opinione pubblica.

Pochi giorni fa una testata che non ricordo se fosse Il Giornale (tanto onestamente tranne il Fatto Quotidiano sono un po’ tutte uguali), ha tirato fuori un titolo del tipo “L’ultimo delirio dei grillini: il robot che cancella le leggi doppione” questo articolo avrebbe voluto ridicolizzare Di Maio e invece si sono auto ridicolizzati perché il software dell’IBM esiste veramente. Cosa che un giornalista che scrive un articolo dovrebbe sapere.

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Oggi ho presentato la mia proposta di candidatura alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni del 4 marzo 2018. È giunto il momento di mettersi in gioco in prima persona e dare una mano a migliorare il nostro Paese.

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Il conflitto di interessi che si fa finta di non vedere.

“Il conflitto di interessi è una condizione che si verifica quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale a un soggetto che ha interessi personali o professionali in contrasto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno a causa degli interessi in causa…omissis…Esempi di conflitto di interessi possono essere: un politico con una posizione di rilievo o d’influenza che utilizzi questi suoi poteri per spingere il legislatore ad approvare l’abrogazione o la modifica d’una legge che lo imputa di un qualche reato o che lo coinvolga in qualche modo”       da Wikipedia.

In Italia abbiamo un grandissimo problema con i conflitti di interesse dei nostri politici: senza bisogno di andare a scomodare Berlusconi che sul conflitto di interesse ci ha costruito un’intera carriera politica, io oggi mi riferisco a Maria Elena Boschi.

Nel 2015 la Boschi, a fronte di una mozione di sfiducia del MoVimento 5 Stelle, negò di fronte al Parlamento di essersi mai interessata a Banca Etruria, la banca di cui suo padre Pierluigi è stato amministratore delegato e poi anche vicepresidente (proprio nel periodo in cui lei era in carica come Ministro). E’ poi emerso anche da varie audizioni in Commissioni  Parlamentari che la Boschi ha mentito e si è interessata eccome delle sorti di Banca Etruria, andando a parlare anche con direttori di altre banche e con il capo della Consob Vegas.

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Mettiamo in chiaro una volta per tutte: queste cose non si possono fare.

Anche se non si dimostra che la Boschi sia una corrotta o una corruttrice e che quindi abbia ottenuto o dato denaro per salvare o far fallire la banca, lei non ha alcun diritto di interessarsene! Essendo un Ministro della Repubblica deve essere totalmente super partes e non può in alcun modo interessarsi neanche in maniera c.d. “informale” di fatti che riguardino Banca Etruria: questo perché non solo lei era azionista della detta banca e ci lavoravano suo fratello e sua cognata, ma il padre è stato amministratore delegato e poi vicepresidente della stessa, e proprio nel periodo in cui lei era Ministro!
Quindi lei è pienamente coinvolta ed ha un interesse diretto nell’ occuparsi della banca, anche perché -a meno che non si viva nel mondo delle favole- se una banca fallisce il vicepresidente qualche colpa ce l’ha. Ed in questo caso il vicepresidente della banca fallita è il padre di un Ministro della Repubblica che si è occupata personalmente della questione.
Voci anche autorevoli hanno detto se lei fosse stata Ministro delle Finanze magari la situazione non sarebbe stata così grave: in realtà non è vero neanche questo, in quanto anche se indubbiamente un Ministro delle Finanze ha maggiori titoli per ottenere un incontro con il capo della Consob, la Boschi non avrebbe mai dovuto essere messa nelle condizioni di poterlo fare, ossia a prescindere non si nomina ministro una persona che ha un palese conflitto di interessi, come quello della Boschi con Etruria, proprio perché non può garantire imparzialità e terzietà.

La cosa aberrante è anche un’altra…il governo di cui la Boschi era Ministro ha legiferato sulla Banca Etruria!

Infatti un’altra difesa che la Boschi utilizza totalmente a sproposito é “Ma noi infatti abbiamo fatto una legge che ha sfavorito Etruria, il mio governo ha punito mio padre, la mia famiglia non ha ottenuto nessun vantaggio dalle leggi che noi abbiamo fatto contro Banca Etruria”. Questa difesa non ha alcun senso perché il conflitto di interessi implica anche che si possa agire contro un qualcosa che ci coinvolge, in poche parole la Boschi è assolutamente coinvolta nella gestione di Banca Etruria perché la dirigeva il padre (suo diretto ascendente) pertanto qualsiasi legge fatta su Etruria da un governo di cui la Boschi ha un ruolo non sarà mai onesta ed imparziale, tanto di più che tutti gli italiani sanno benissimo che la Boschi è la prediletta di Renzi e queste leggi sono state fatte proprio mentre Renzi era Presidente del Consiglio. Quindi il fatto che la Boschi andasse a parlare ad esempio con Vegas era come se lo stesso Renzi ci andasse a parlare usando la Boschi come tramite e non c’è bisogno di fare pressioni esplicite, è proprio il fatto in sé che è inaudito.

La cosa molto grave in Italia è che ci sono persone che la giustificano anche e che non hanno capito ancora che un Ministro della Repubblica non deve avere conflitti di interessi, deve essere super partes, non deve essere coinvolto in aziende, in banche, in società di cui poi il governo magari legifera anche. Non si può fare.

In Italia siamo viziati dal fatto che i nostri politici per la grandissima maggior parte sono tutti delinquenti o comunque persone molto poco serie e sono in gran parte  persone in palese conflitto di interessi, che anche grazie al voto di scambio si fanno eleggere proprio per andare a tutelare i propri interessi personali e/o familiari.

Ma questo è un malcostume che ci rende zimbelli nel mondo! In America una come la Boschi non sarebbe mai potuta diventare ministro, mai, in altri Paesi l’avrebbero obbligata con sdegno a dimissioni immediate!

Quindi anche noi come popolo italiano ci dobbiamo svegliare: in Parlamento, ma anche al Governo del Paese, deve esserci gente con le mani libere, non gente che possiede o gestisce banche, assicurazioni, aziende o che ha mariti mogli genitori coinvolti in varie società sia pubbliche che private.

Le persone che stanno in Parlamento ed al Governo devono essere imparziali sempre ed proprio per questo che il MoVimento 5 Stelle favorisce la partecipazione delle persone cosiddette “comuni” alla vita pubblica! La maggioranza di noi non ha partecipazione in nessuna azienda, in nessuna banca, non abbiamo genitori fratelli o parenti coinvolti in grandi aziende pubbliche o private, ed è proprio questa imparzialità che deve essere richiesta quando si governa o quando si legifera.

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Rosatellum, il vino inacidito che fa male alla democrazia.

Oggi voglio parlare delle elezioni siciliane (che sono ovviamente l’argomento del giorno) e farvi un po’ capire che cosa succederá con il Rosatellum bis alle Nazionali.

Il Rosatellum bis è di fatto una legge creata per tentare di mettere fuori gioco il MoVimento 5 Stelle e quindi premia le coalizioni: questo è stato fatto perché il MoVimento 5 Stelle non si allea, non fa coalizioni pre-elettorali e quindi tutti gli altri partiti, che stanno perdendo sempre più terreno e sempre più consensi, hanno capito che possono mantenere il potere solo unendosi tra di loro e coalizzandosi tutti contro i 5 stelle.

Il come ad esempio si vede benissimo in Sicilia: in Sicilia la lista di centro-destra guidata dal candidato presidente Nello Musumeci è composta da cinque liste -non una: CINQUE- e lo stesso Nello Musumeci alla tavola rotonda di tutti i candidati presidente della Sicilia dalla Annunziata disse che lui degli oltre 300 candidati che fanno parte della sua coalizione ne ha appreso i nomi dai giornali, non li conosce personalmente. [Già questa è una cosa allucinante perché dimostra che Musumeci non guida la sua coalizione, gli sono state imposte delle liste, gli sono stati imposti dei candidati che lui ha scoperto dai giornali, quindi non sa nemmeno chi c’è candidato con lui e questo è un fatto gravissimo ed è ancora più grave che la gente voti certe liste, ma quello su cui io voglio portarvi a riflettere non è questo in questo momento] Il fatto sul quale voglio farvi ragionare è questo: una lista come quella di Musumeci che di media abbiamo ormai capito (anche se gli scrutini non sono ancora terminati) chiuderà verso il 38% dei voti, si regge quindi con 5 liste che hanno delle preferenze che oscillano di media tra il 6 e il 7% dei voti, messe tutte insieme si arriva al 38%.

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Anche se gli scrutini non sono ancora chiusi al momento in cui scrivo, queste sono le proiezioni di Palermo dove la coalizione di Cdx di Musumeci ha avuto il maggior numero di voti insieme a Messina: si vede infatti che qui la lista è al 41÷.

Il MoVimento 5 Stelle da solo (perché è un’unica lista singola che non si allea) é al 35% dei voti.

Ora voglio che guardiate l’immagine che ho postato e leggiate la didascalia. Osservate bene le percentuali. Poi proseguite nella lettura.

Votando alle nazionali con una legge con il Rosatellum bis che cosa succederà?Succederà che personaggi come la Giorgia Meloni la cui lista ha preso neanche un 5% a Palermo si permetteranno di dire (lo ha già fatto, per questo cito proprio lei) che ha vinto le elezioni.

Si permetteranno di dire che siccome la coalizione di cui fa parte ha avuto il 38% loro hanno vinto ed  il MoVimento 5 Stelle (che da solo prende il 35÷) ha perso. Siccome con il Rosatellum bis sono premiate le coalizioni, la Meloni ed il suo partito otterranno dei ruoli chiave nel Governo, come ministri,sottosegretari etc.., mentre il M5S che non partecipa alle coalizioni sarà penalizzato. Ovviamente io essendo pentastellata parlo del MoVimento, anche perché è la prima forza politica d’Italia, ma immaginate pure che ci sia il vostro partito solo contro tutti. È uguale.

Questo sta a indicare che il voto degli italiani per coloro che hanno approvato il Rosatellum bis non conta niente perché se il 35% degli aventi diritto al voto va a votare e votano tutti lo stesso partito non può arrivare una persona il cui partito ottiene meno del 5% dei voti a dire “io conto più di te,ho vinto io perché io sono coalizzata con altre listarelle da 5% e tutti insieme valiamo più di te per una somma algebrica”.

Facciamo un esempio molto banale di una partita di calcio: partecipiamo ad un torneo dove la vostra squadra gioca contro altre 5. Ma le altre 5, sapendo gia’ di perdere, decidono che la regola è la somma dei loro gol contro i vostri. La vostra squadra è in gamba e le batte tutte 2 a zero. In teoria ha stravinto il torneo! Ma loro hanno deciso la regola della somma dei LORO gol contro quelli della vostra squadra,  quindi visto che qualcuna è uscita sempre sconfitta, altre hanno vinto 3 a zero, alcune hanno pareggiato, la vostra squadra… ha perso mettiamo 10 gol a 15. E non solo! Avendo sottoscritto la regola, anche quelle squadre che hanno perso TUTTE le partite alla fine risultano vincitrici. Avete perso solo voi che avevate vinto tutte le partite.

Assurdo? No, è esattamete quello che succede premiando le coalizioni. È esattamente quello che succederà con il Rosatellum bis se non la piantate di astenervi o di votare le accozzaglie elettorali. Astenersi non serve a nulla perché chi ha interessi va sempre a votare, quindi il banco vince sempre se gli si lascia campo libero. Votare le accozzaglie vorrà dire trovarsi al governo partitelli da 5÷.

Dipenderà solo da voi, lo diceva anche Paolo Borsellino

“La rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, è più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.”

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Essere libere comporta sempre delle scelte.

In questi giorni sta tenendo banco sui mass media una storia che sta dividendo l’opinione pubblica in maniera molto netta, quella del produttore americano Harvey Weinstein accusato dopo 20 anni da molte attrici di Hollywood di averle molestate quando non addirittura stuprate ed ora finito in disgrazia.

Harvey Weinstein
Il produttore Hollywoodiano Harvey Weinstein, al centro dello scandalo.

Dall’esterno, basandomi su ciò che riportano gli organi di stampa (che può essere quindi incompleto, manipolato o addirittura falso) la mia opinione è che Weinstein sia uno di quegli uomini poco virili che in maniera moralmente abietta ha sfruttato per decenni una posizione di potere per ottenere sesso facile con donne bellissime che nella maggior parte dei casi sarebbero state fuori dalla sua portata. Un uomo moralmente riprovevole quindi, ma non un criminale, a meno che non emergano altri fatti dalle indagini. Quindi non mi pronunceró su alcun caso specifico che sta creando scalpore in Italia, per quello da quanto ho letto servono indagini giudiziarie e supporto psicologico serio, non opinioni. Parlerò in generale delle dive americane che lo accusano.

Tutti sappiamo che domanda ed offerta sono regolate dal mercato, se lui ha sempre chiesto a tutte è perchè molte hanno accettato.

Quindi pur considerandolo un uomo moralmente abietto, allo stesso tempo non riesco da donna ad avere la minima stima di chi ha acconsentito ad essere carina con lui per avere magari una parte importante in un film, una scorciatoia per il successo, un cachet più alto, e per VENTI ANNI ha taciuto, godendo dei vantaggi maturati da quella decisione accondiscendente, continuando a lavorare con lui, ad abbracciarlo sorridente sui red carpet di Hollywood e ringraziarlo commosse nei discorsi per i premi Oscar, per poi -oggi che non ha più bisogno di lui perché ormai arrivata- sputargli addosso odio e veleno in questo modo.

Si badi bene che per me la libertà sessuale è sacra, e non do alcun giudizio morale su chi ha scelto di accettare gli scambi sessuali di Weinstein, ognuna del suo corpo fa ciò che vuole nel modo che desidera e fa le sue scelte di vita, valutando in base ai propri parametri: do però un giudizio morale molto forte sull’ipocrisia di chi oggi, dopo decenni, inventa scuse per ripulirsi l’immagine ed affossare un uomo, di cui si dice ad Hollywood TUTTI sapessero.  TUTTI. Uomini e donne.

In America la class action è legale, avrebbero potuto unirsi prima e denunciarlo in tante, invece hanno lasciato da sole quelle poche ragazze che hanno rifiutato il suo do ut des per poi attaccarlo oggi tutti insieme. Oggi viene fuori che tutti sapevano, nell’ambiente il suo vizietto era noto, ma tranne poche voci che lo accusavano nel vuoto, per decenni sono stati quasi tutti zitti ed accomodanti. Eh no. Così è troppo comoda. Troppo comodo adesso venire a dire che lui era troppo potente… lo era anche fino a ieri, fino a ieri e per VENTI ANNI dove siete state tutte? Ripeto, in America si possono fare azioni legali di gruppo.

L’idea che ne ho tratto è che a tutte (magari anche a qualche maschietto?) faceva comodo fare parte del “giro” di Weinstein, dire di no avrebbe potuto significare venire emarginate da quel cerchio magico e poi finché la carriera non era consolidata col cavolo che si sarebbero date una mano a vicenda, denunciando tutte insieme e rischiando di rimetterci una carriera milionaria a scapito di qualche altra. Prima l’importante era farsi le scarpe a vicenda, essere nel giro che conta a scapito anche delle altre: oggi che non hanno nulla da perdere e guarda il caso! alcune sono anche politicamente esposte, fa comodo liberarsi del capro espiatorio, l’orco cattivo che macchia l’immagine di Hollywood e che ormai non serve più per raggiungere i propri obiettivi.

Una vicenda da cui escono pulite solo quelle poche ragazze che hanno detto no, magari restando confinate nel loro oblio o non ascoltate, o al contrario hanno detto sì ed oggi tacciono e si tirano fuori da questa ipocrita battaglia meramente legata alla politica ed al potere, continuando coerentemente a far parte di un sistema che hanno volontariamente accettato.

Essere libere comporta l’assumersi le proprie responsabilità in ogni situazione, e dire alcuni NO, non scendere a compromessi se non li si ritiene opportuni. E combattere SEMPRE per scardinare certi sistemi, non farne parte e poi sputare a comodo nel piatto in cui si è mangiato per decenni fingendosi oggi “paladine delle donne”: magari con un bel no ed una bella battaglia contro questi sistemi non sarebbero diventate attrici strapagate e famose, ma comuni impiegate o commesse, o forse oggi sarebbero lo stesso delle star, ma con una gavetta più lunga e difficoltosa. Ma con una dignità e credibilità intatte, e magari una battaglia vinta sul campo.

Mi dispiace, ma non sono queste le donne da cui mi sento rappresentata per la difesa dei miei diritti, Donne come Franca Viola le considero un miglior esempio. Oltre a me stessa, ogni giorno.

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Il caso David Rossi. Il suicidio imperfetto del manager MPS.

Grandissima partecipazione ieri per la presentazione a Palazzo Patrizi del libro scritto dal giornalista Davide Vecchi “Il caso David Rossi. Il suicidio imperfetto del manager Monte Paschi di Siena”.

L’invito alla presentazione del libro

Oltre 400 persone sono intervenute presso la sala di Palazzo Patrizi, molte non sono neanche riuscite ad accedere alla sala dato il notevole afflusso: una tale partecipazione di pubblico a Siena su questo delicato argomento è largamente positiva, significa che le persone hanno a cuore questo caso, hanno a cuore la verità e si interessano di quello che sta succedendo. L’omertà diffusa che ha caratterizzato per anni la nostra città si sta smorzando e la gente sta rialzando la testa, ha meno paura di farsi vedere e comincia a metterci la faccia, comincia a farsi sentire ed a fare pressione e questo è un fatto che personalmemte accolgo con estrema gioia.

Davide Vecchi durante la sua presentazione non ha voluto raccontare il suo libro, che consta di 160 pagine e si legge anche in maniera molto spedita e appassionante, ma ha preferito concentrarsi sul perché ha scritto questo libro: Vecchi ha studiato tutti gli atti delle varie inchieste che riguardano sia il Monte dei Paschi che il caso del manager David Rossi, atti che conosce anche perché è egli stesso imputato, insieme ad Antonella Tognazzi, vedova di Rossi, per aver publicato lo scambio di email tra il manager e l’ex AD della banca Fabrizio Viola.

Il procuratore Salvatore Vitello ha messo in rete da ieri le motivazioni della seconda archiviazione del caso Rossi, che quindi sono a disposizione di tutti per poterle leggere, ed è molto utile farlo e poi leggere il libro di Vecchi, o tenerle a portata di mano in maniera da farvi ricorso durante la lettura del libro.

Non trovate che la mia maglietta fosse perfetta per l’argomento trattato?

Ovviamente io sono molto fiera della mia copia autografata dall’autore ed ho cominciato subito a leggerlo. Tra qualche giorno ve ne parlerò dettagliatamente nella pagina delle recensioni, non appena lo avrò terminato!

Per chi non avesse potuto partecipare alla serata cliccando qui si può accedere al video integrale.

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Eccoci giunti al termine di questo resoconto riminese… oggi il racconto sarà breve perché è il post più critico!

Eravamo quattro gatti… passavamo per caso!

Non penserete infatti che una piccola rompic……i come me abbia trovato tutto perfetto!

I gazebo erano troppo piccoli per accogliere gli attivisti e portavoce di un’intera regione e soprattutto… non c’erano posti all’ombra dove poter stare seduti a chiaccherare o riposarsi dopo aver girato ed aver magari assistito in piedi alle varie Agorà, o per mangiare in tutta tranquillità senza l’ansia di dover lasciare il posto agli altri, che altrimenti erano costretti a vagare con birre e panini in mano o sedersi per terra. A voler essere proprio puntigliosa mancavano anche dei corridoi per permettere le file agli stand alimentari più scorrevoli. Probabilmente una tale affluenza di 50.000 persone su tre giorni era stata sperata, ma non davvero preventivata! Il sabato in particolar modo c’era il mondo, e meno male che il Rimini Park Rock è immenso!

Nulla che non possa essere migliorato alla prossima edizione, sperando che possa segnare una nuova svolta: quella di vedere il Movimento 5 Stelle al Governo dell’Italia! E come direbbe Alessandro… CORAGGIO!

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Ancora Neja non aveva cominciato a cantare…

Penso avrete capito che per me una delle cose più belle dell’Italia 5 Stelle è il clima di serenità ed amicizia che si respira, la possibilità di incontrare dal vivo persone con le quali durante l’anno ci si scrive tramite Facebook per scambiarsi parole e sorrisi reali e fare una scorpacciata di nozioni interessanti partecipando alle varie Agorà sparse per la manifestazione. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti! I Portavoce sono sempre a disposizione di tutti per rispondere a dubbi, domande, critiche… c’è qualche mela caduta un pò male dall’albero, ma fa anche parte del metodo di selezione ampiamente democratico ed aperto a tutt*. Sono comunque due o tre su centinaia, quindi mi sembra una buona media.

A livello “mediatico” io personalmente sono molto schiva e ben difficilmente mi vedrete a farmi foto con l’Onorevole di turno, ho Portavoce a cui voglio sinceramente bene a livello umano e quando li vedo circondati e tirati per la giacchetta da decine di persone non riesco ad intrufolarmi. Ho anche un pò di sana invidia per chi dopo due parole scambiate posta una foto insieme e da quel momento si atteggia come se li conoscesse da sempre: io dopo anni ancora nemmeno riesco a considerarci veri amici, al massimo buoni conoscenti e mi sento ancora “una dei tanti” quando ci incontriamo in giro… si vede che sono fatta male!

Mi sono portata a casa un pò di cose da studiare!

Tra le varie Agorà a cui ho partecipato, una piacevolissima sorpresa è stato il Senatore Andrea Cioffi. Che fosse bravo lo sapevo già, ma ha tenuto una lezione meravigliosa sul nuovo codice degli appalti, dimostrandosi non solo competente, ma anche simpatico e perfettamente in grado di gestire il pubblico. Gli hanno estorto la promessa di riuscire a realizzare un vero e proprio corso online sulla materia, da inserire su Rousseau, e spero proprio lo faccia, sarò una delle prime persone a seguirlo! (Tra le altre cose il nostro stand Toscana affacciava proprio su quello della Campania ed ho avuto modo di apprezzare l’affetto e la stima con cui veniva salutato ed accolto, se mai ne dovessi aver avuto ulteriore conferma). Alla faccia di quelli che parlano dell’incompetenza dei parlamentari del M5S!  Fossero tutti così “incompetenti” saremmo la prima potenza in Europa.

Nel pomeriggio di sabato abbiamo avuto anche il nostro momento emozionante con Alessandro di Battista che stava per diventare padre ed ha inviato un video messaggio dolcissimo (la sua famiglia è arrivata venerdì sera a Rimini, mancavano lui e Sahra), non mi vergogno a dire che mi sono venuti gli occhi un pò lucidi ad ascoltarlo, è un uomo davvero in gamba! E può stare tranquillo: quel suo “vi voglio bene” ha ottenuto decine di migliaia di “anche io ti voglio bene” in risposta! È come un fratello, e da ieri siamo tutti un pò zii e zie del piccolo Andrea!

To be continued…